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Consulenza statistica per tesi e ricerca

Dai dati alla risposta, con un metodo che regge davanti a revisori e commissioni.

Ti affianco dal disegno dello studio all'interpretazione dei risultati: analisi corrette, spiegate in modo chiaro, riproducibili.

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Strumenti con cui lavoro

RPythonSASModelli lineari generalizzatiMachine learning

Cosa posso fare per la tua ricerca

Dall'idea iniziale alla risposta ai revisori, un supporto su misura per tesisti, dottorandi e ricercatori.

Analisi dei dati per la tesi

Pulizia del dataset, statistiche descrittive, test e modelli adatti al tuo disegno di studio, con tabelle e grafici pronti per il testo.

Modelli statistici avanzati

Regressione, modelli misti, serie storiche, sopravvivenza, machine learning: scelgo il modello giusto e ti spiego perché.

Codice riproducibile

Script in R o Python commentati, così puoi rifare l'analisi in autonomia e rispondere con sicurezza a ogni domanda.

Revisione metodologica

Controllo del disegno dello studio, delle ipotesi e della sezione metodi, prima che lo faccia un revisore.

Risposta ai revisori

Analisi aggiuntive e formulazioni chiare per rispondere ai commenti sulla parte statistica di un articolo.

Affiancamento e formazione

Sessioni individuali per capire davvero le analisi svolte e presentarle con sicurezza alla discussione.

Per team di ricerca

Dal modello al prodotto, online

Un buon modello serve solo se qualcuno può usarlo. Ti aiuto a metterlo “in produzione” su servizi cloud online, in modo che funzioni in modo affidabile anche quando io non ci sono più.

Parliamo del tuo progetto
01

Dal notebook al servizio

Trasformo l'analisi o il modello in codice robusto e ripetibile, pronto per essere eseguito in modo automatico.

02

Pubblicazione sul cloud

Rendo il modello disponibile come applicazione web, dashboard o servizio richiamabile da altri sistemi. Lavoro su Amazon Web Services (AWS).

03

Monitoraggio e passaggio di consegne

Controllo che il modello continui a funzionare nel tempo e formo il tuo team perché possa gestirlo in autonomia.

Casi di studio

18 analisi dall’archivio delle mie consulenze

Esempi reali di tesi e ricerche, con i grafici ricalcolati dai dati originali. Sono presentati solo in forma aggregata e anonimizzata: nessun nome, centro o committente è riconoscibile. Scegli un’area o apri un caso per vedere grafico, metodo e limiti dell’analisi.

Biostatistica e sopravvivenza · Caso 1

Il rischio iniziale predice la ripresa dopo l’intervento

Quanto tempo passa prima che la malattia ricompaia dopo un intervento alla prostata, e quali fattori lo anticipano.

87% → 66% senza ripresa a cinque anni, dal rischio basso a quello alto

Biostatistica e sopravvivenza · Caso 2

Quanto dura la risposta a una terapia, e per chi

Durata della risposta alla prima terapia in pazienti con una malattia ematologica, e quali caratteristiche la accorciano.

3,1 vs 2,1 anni durata mediana sotto e sopra i 65 anni

Biostatistica e sopravvivenza · Caso 3

Dopo l’intervento, le donne vivono più a lungo

Sopravvivenza dopo un intervento cardiaco di sostituzione valvolare, a confronto tra donne e uomini.

62% delle donne è viva a cinque anni, contro il 37% degli uomini

Biostatistica e sopravvivenza · Caso 4

Che cosa pesa sulla mortalità in ospedale

Fattori clinici associati al decesso durante il ricovero dopo un intervento urgente sull’aorta.

5,6 odds ratio di morte con coinvolgimento dei vasi sovra-aortici (35% contro 9%)

Psicometria · Caso 5

Una scala di 18 domande, due dimensioni

Validazione di un questionario di 18 domande: quante dimensioni misura e quanto è affidabile.

826 questionari completi

Psicometria · Caso 6

Impegno e dipendenza dal lavoro non coincidono

Come si relazionano sei scale sul benessere lavorativo, e quanto è affidabile ciascuna.

0,92 alfa della scala di impegno nel lavoro, la più affidabile

Psicometria · Caso 7

Propensione al rischio e controllo dei genitori

Quanto il gioco d’azzardo tra gli adolescenti cresce con la propensione al rischio e cala con il controllo dei genitori.

71% dei ragazzi più propensi al rischio ha giocato (37% tra i più cauti)

Studi medici generali · Caso 8

Più linfonodi asportati, più positivi individuati

Come cambia la quota di pazienti con linfonodi positivi al variare dell’estensione dell’intervento e del rischio.

5% → 25% pazienti con linfonodi positivi, da 10 o meno a 20 o più linfonodi asportati

Studi medici generali · Caso 9

Campioni piccoli: l’incertezza è il risultato

Tre marcatori circolanti come predittori della mortalità a 30 giorni, in soli 57 pazienti anziani.

57 pazienti anziani, 16 decessi a 30 giorni

Studi medici generali · Caso 10

Dopo un anno: meno depressione, cognizione migliore

Misure ripetute su pazienti con lieve decadimento cognitivo: sintomi depressivi e due prove cognitive, all’inizio e dopo un anno.

−1,8 punti nei sintomi depressivi (da 8,2 a 6,4)

Studi medici generali · Caso 11

Prevedere una recidiva con soli 15 eventi

Quando i casi sono pochi e i predittori molti: la regressione penalizzata per prevedere la recidiva di un ematoma cronico.

118 pazienti, di cui 15 con recidiva (13%)

Marketing analitico · Caso 12

Il modello trova gli abbandoni 4,3 volte meglio del caso

Prevedere quali clienti di un servizio in abbonamento stanno per andarsene, per decidere chi contattare per primo.

×4,3 lift: nel decile a rischio più alto abbandona il 53%, contro una media del 12,4%

Marketing analitico · Caso 13

Quattro segmenti di clienti, un solo prodotto

Segmentare un mercato a partire da atteggiamenti e preferenze, e vedere quanto piace il prodotto a ciascun gruppo.

6,6 gradimento medio (scala 1–9) del segmento A, il 27% del campione

Marketing analitico · Caso 14

Da dove arrivano i visitatori e che cosa manca

Indagine tra i visitatori di un centro commerciale: bacino di provenienza e valutazione di quindici aspetti.

72% dei visitatori viene da meno di 100 km (mediana 79 km)

Marketing analitico · Caso 15

L’innovazione allunga la vita dei prodotti

Come evolvono le vendite dal lancio in poi a seconda del livello di innovazione di prodotto.

×57 vendite mediane a quattro anni: prodotti molto innovativi contro nessuna innovazione

Altre analisi · Caso 16

Rischio auto: età e classe di merito insieme

Come frequenza e costo dei sinistri dipendono da età del conducente e classe di merito in un portafoglio assicurativo.

×1,58 frequenza dei sinistri tra i 18–19 anni, rispetto alla fascia 45–54

Altre analisi · Caso 17

La liquidità anticipa il default delle imprese

Quanto bastano i bilanci per prevedere quali imprese andranno in default, con un indice semplice o con un modello.

90% di default nel decile con meno liquidità, contro il 9% nel più liquido

Altre analisi · Caso 18

Acquisto e vendita: prezzi legati e stagionali

Serie storiche settimanali di prezzi di acquisto e di vendita, e la loro stagionalità.

0,006 p-value del test di cointegrazione tra prezzo di acquisto e di vendita

Hai un problema simile? Raccontamelo

Il primo colloquio è gratuito e senza impegno.

Biostatistica e sopravvivenza · Caso 1 di 18

Il rischio iniziale predice la ripresa dopo l’intervento

87% → 66%senza ripresa a cinque anni, dal rischio basso a quello alto
×3,4rischio di ripresa con linfonodi positivi
1.131pazienti, 246 riprese di malattia
Curve di Kaplan-Meier dell’assenza di ripresa di malattia per rischio basso, intermedio e alto: a cinque anni 87%, 78% e 66%
Forest plot degli hazard ratio: linfonodi positivi 3,43; margini chirurgici positivi 2,38; età per dieci anni 1,35; PSA per raddoppio 1,16; Gleason non significativo

Il caso

Dati clinici di 1.131 pazienti operati di prostatectomia radicale, seguiti in media per cinque anni e mezzo. L’evento di interesse è la ripresa biochimica di malattia; i pazienti senza ripresa a fine osservazione sono dati censurati e restano nell’analisi fino all’ultimo controllo.

Che cosa emerge

Le curve di Kaplan-Meier separano chiaramente i tre gruppi di rischio preoperatorio: a cinque anni è senza ripresa l’87% dei pazienti a rischio basso, il 78% di quelli a rischio intermedio e il 66% di quelli ad alto rischio (log-rank p < 0,001). Nel modello di Cox i fattori più forti sono i linfonodi positivi (hazard ratio 3,4) e i margini chirurgici positivi (2,4); l’età aggiunge il 35% di rischio ogni dieci anni, mentre il Gleason finale non risulta significativo una volta considerati margini e linfonodi.

Da tenere presente

Gli hazard ratio sono aggiustati per le altre variabili del modello, ma restano associazioni osservate su dati clinici, non effetti causali.

Kaplan-MeierTest log-rankModello di Cox

Biostatistica e sopravvivenza · Caso 2 di 18

Quanto dura la risposta a una terapia, e per chi

3,1 vs 2,1 annidurata mediana sotto e sopra i 65 anni
×1,26rischio di perdere la risposta ogni dieci anni di età
325pazienti, 202 eventi
Curve di Kaplan-Meier della durata della risposta: mediana 3,1 anni sotto i 65 anni e 2,1 anni oltre
Forest plot: solo l’età (1,26 ogni dieci anni) è significativa; emoglobina, anomalia citogenetica, stadio e sesso no

Il caso

325 pazienti trattati con una prima linea di terapia. Si misura il tempo dall’inizio della terapia fino a recidiva, nuova linea di trattamento o decesso; gli altri pazienti sono censurati all’ultimo controllo. La durata mediana complessiva è di circa 2,4 anni.

Che cosa emerge

Chi ha meno di 65 anni mantiene la risposta in mediana 3,1 anni, chi ne ha di più 2,1. Nel modello di Cox, tra età, stadio, sesso, emoglobina e anomalia citogenetica, solo l’età risulta significativa (hazard ratio 1,26 ogni dieci anni, p = 0,002): per gli altri fattori gli intervalli di confidenza includono 1.

Da tenere presente

Con 202 eventi il modello ha potenza limitata: l’assenza di significatività non dimostra l’assenza di un effetto.

Kaplan-MeierModello di Cox

Biostatistica e sopravvivenza · Caso 3 di 18

Dopo l’intervento, le donne vivono più a lungo

62%delle donne è viva a cinque anni, contro il 37% degli uomini
−42%rischio di morte nelle donne (hazard ratio 0,58)
358pazienti seguiti, 107 decessi
Curve di Kaplan-Meier per sesso dopo un intervento cardiaco: a cinque anni sopravvive il 62% delle donne e il 37% degli uomini

Il caso

358 pazienti con dati completi, sottoposti a un intervento cardiaco di sostituzione valvolare per via transcatetere, seguiti nel tempo: 107 decessi in totale.

Che cosa emerge

A cinque anni è viva il 62% delle donne contro il 37% degli uomini. Il rischio di morte delle donne è inferiore del 42% (hazard ratio 0,58; IC 95% 0,40–0,85; log-rank p = 0,005) e il risultato non cambia dopo aver corretto per l’età, che da sola non è significativa.

Da tenere presente

Il confronto è osservazionale: comorbilità e altre differenze di partenza non sono controllate, quindi non si può attribuire la differenza al sesso in senso causale.

Kaplan-MeierModello di CoxTest log-rank

Biostatistica e sopravvivenza · Caso 4 di 18

Che cosa pesa sulla mortalità in ospedale

5,6odds ratio di morte con coinvolgimento dei vasi sovra-aortici (35% contro 9%)
3,4odds ratio con sostituzione dell’arco totale (38% contro 15%)
18%mortalità complessiva: 40 decessi su 221 pazienti
Mortalità in ospedale per fattore clinico: con coinvolgimento dei vasi sovra-aortici 35% contro 9%, con sostituzione totale dell’arco 38% contro 15%; a destra gli odds ratio

Il caso

221 pazienti operati per una patologia acuta dell’aorta, 40 decessi in ospedale (18%). Per ciascun fattore clinico si confronta la mortalità quando è presente o assente e si stima un odds ratio con una regressione logistica.

Che cosa emerge

Pesano soprattutto il coinvolgimento dei vasi sovra-aortici (mortalità del 35% contro il 9%; odds ratio 5,6), la sostituzione totale dell’arco (38% contro 15%; 3,4) e lo shock cardiogeno all’ingresso (32% contro 12%; 3,3). Sintomi neurologici, sincope e coinvolgimento delle coronarie vanno nello stesso verso, ma con stime incerte.

Da tenere presente

I fattori sono valutati uno alla volta: con soli 40 eventi un modello multivariato completo sarebbe instabile, e i fattori possono sovrapporsi.

Regressione logisticaOdds ratio

Psicometria · Caso 5 di 18

Una scala di 18 domande, due dimensioni

826questionari completi
0,91indice KMO
0,84alfa di Cronbach complessivo
Mappa di calore delle saturazioni fattoriali: dieci item saturano sul fattore A, otto sul fattore B
Grafico a barre degli autovalori: due componenti superano la soglia di 1

Il caso

Questionario di 18 item con risposte su scala a tre punti, compilato da 826 persone.

Che cosa emerge

KMO 0,91 e test di Bartlett significativo indicano che i dati sono adatti all’analisi fattoriale. Due autovalori superano 1 (5,6 e 3,7) e la soluzione a due fattori con rotazione varimax assegna 10 item al primo fattore (alfa 0,89) e 8 al secondo (alfa 0,81): la scala ha due dimensioni, ciascuna con buona coerenza interna.

Da tenere presente

L’analisi è esplorativa: la struttura andrebbe confermata su un campione indipendente con un’analisi fattoriale confermativa.

Analisi fattorialeAlfa di Cronbach

Psicometria · Caso 6 di 18

Impegno e dipendenza dal lavoro non coincidono

0,92alfa della scala di impegno nel lavoro, la più affidabile
0,61correlazione tra lavoro eccessivo e richieste del lavoro
0,04correlazione tra impegno e lavoro eccessivo: praticamente nulla
Matrice di correlazione tra sei scale: lavoro eccessivo e richieste del lavoro 0,61; impegno nel lavoro quasi incorrelato con le altre; alfa da 0,52 a 0,92

Il caso

Sei scale di un questionario sul lavoro compilate da 198 lavoratori: clima organizzativo (attese e compensi), lavoro eccessivo, lavoro compulsivo, impegno nel lavoro e richieste del lavoro. Per ogni scala si calcola l’alfa di Cronbach e si studiano le correlazioni tra i punteggi.

Che cosa emerge

Lavoro eccessivo e lavoro compulsivo vanno insieme (0,57) e crescono con le richieste del lavoro (0,61 e 0,48). L’impegno nel lavoro è invece praticamente indipendente (0,04 con il lavoro eccessivo): essere coinvolti nel lavoro non equivale a esserne dipendenti. L’affidabilità è ottima per l’impegno (alfa 0,92) e buona per le altre scale.

Da tenere presente

La scala sui compensi del clima aziendale ha un alfa basso (0,52): i suoi risultati vanno letti con cautela.

Alfa di CronbachCorrelazioni

Psicometria · Caso 7 di 18

Propensione al rischio e controllo dei genitori

71%dei ragazzi più propensi al rischio ha giocato (37% tra i più cauti)
51%delle ragazze più propense al rischio (28% tra le più caute)
40%tra chi dice che i genitori sanno «molto spesso» dove è, contro il 57% di chi dice «qualche volta»
A sinistra la quota di giocatori per quinto di propensione al rischio, da 37% a 71% nei ragazzi e da 28% a 51% nelle ragazze; a destra la quota per livello di controllo dei genitori, dal 40% al 57%

Il caso

Indagine su 6.293 studenti con risposta valida sul gioco d’azzardo nell’ultimo anno (47% in media). Le quote di chi ha giocato sono confrontate per quinto di una scala di propensione al rischio, per sesso e per livello di controllo percepito dei genitori, con intervalli di confidenza di Wilson.

Che cosa emerge

Tra i ragazzi la quota sale dal 37% al 71% passando dal quinto più cauto a quello più propenso al rischio; tra le ragazze dal 28% al 51%. Chi dice che i genitori sanno «molto spesso» dove si trova ha giocato nel 40% dei casi, contro il 57% di chi risponde «qualche volta».

Da tenere presente

Sono associazioni trasversali: non mostrano che il controllo dei genitori riduca il gioco. Il gruppo «mai» è piccolo (232 studenti) e ha un’incertezza più ampia.

Indagine campionariaIntervalli di Wilson

Studi medici generali · Caso 8 di 18

Più linfonodi asportati, più positivi individuati

5% → 25%pazienti con linfonodi positivi, da 10 o meno a 20 o più linfonodi asportati
38%nel gruppo ad alto rischio con 20 o più linfonodi
1.131pazienti operati
Barre raggruppate: la quota di pazienti con linfonodi positivi cresce con il numero di linfonodi asportati e con il rischio, fino al 38% nel gruppo ad alto rischio con 20 o più linfonodi

Il caso

1.131 pazienti operati. Si conta la quota con almeno un linfonodo positivo per fascia di linfonodi asportati (10 o meno, da 11 a 19, 20 o più) e per rischio preoperatorio (basso, intermedio, alto).

Che cosa emerge

La quota di pazienti con linfonodi positivi sale dal 5% (10 o meno linfonodi asportati) al 13% (da 11 a 19) e al 25% (20 o più), e raggiunge il 38% nel gruppo ad alto rischio con 20 o più linfonodi.

Da tenere presente

È un’associazione, non un effetto: chi ha un rischio più alto viene spesso operato con una dissezione più estesa.

Confronti tra gruppiDati osservazionali

Studi medici generali · Caso 9 di 18

Campioni piccoli: l’incertezza è il risultato

57pazienti anziani, 16 decessi a 30 giorni
≈ 0,64AUC dei tre marcatori
0,45–0,82intervallo bootstrap dell’AUC: include 0,5
A sinistra le curve ROC dei tre marcatori, vicine alla diagonale; a destra le AUC intorno a 0,64 con intervalli di confidenza che includono 0,5

Il caso

Tre biomarcatori circolanti usati come predittori della mortalità a 30 giorni in 57 pazienti anziani, 16 dei quali deceduti. I dati disponibili sono 56, 53 e 43 pazienti per i tre marcatori.

Che cosa emerge

Con AUC di 0,64, 0,63 e 0,64 i marcatori sembrano discriminare qualcosa, ma gli intervalli di confidenza bootstrap al 95% (circa 0,45–0,82) includono 0,5, cioè nessuna capacità discriminante. Il risultato corretto è «servono più dati».

Da tenere presente

Con 16 eventi qualunque modello multivariato sarebbe instabile. I marcatori sono indicati con etichette neutre.

Curve ROCBootstrap

Studi medici generali · Caso 10 di 18

Dopo un anno: meno depressione, cognizione migliore

−1,8punti nei sintomi depressivi (da 8,2 a 6,4)
+1,3punti nella seconda prova cognitiva (da 20,6 a 21,9)
139pazienti con misure ripetute a un anno
Tre pannelli di dati appaiati: sintomi depressivi da 8,2 a 6,4; funzione cognitiva, prova 1, da 27,3 a 28,0; prova 2 da 20,6 a 21,9

Il caso

139 pazienti con lieve decadimento cognitivo seguiti per un anno: depressione (punteggio più alto = peggio) e due prove cognitive (più alto = meglio). Ogni linea sottile nel grafico è un paziente, in evidenza la media.

Che cosa emerge

Tutte e tre le misure migliorano in modo significativo (test t per dati appaiati, p < 0,001): −1,8 punti nei sintomi depressivi, +0,7 nella prima prova cognitiva e +1,3 nella seconda.

Da tenere presente

Non c’è un gruppo di controllo: parte del miglioramento può essere effetto della pratica con i test o regressione verso la media, e non si può attribuirlo a un trattamento.

Test t per dati appaiatiMisure ripetute

Studi medici generali · Caso 11 di 18

Prevedere una recidiva con soli 15 eventi

118pazienti, di cui 15 con recidiva (13%)
0,77AUC in convalida incrociata, con ampia incertezza
11 su 13variabili mantenute dalla penalità scelta
A sinistra i coefficienti della regressione penalizzata: atrofia corticale moderata ed embolizzazione aumentano il rischio, volume dell’ematoma e ematoma ipodenso o isodenso lo riducono; a destra l’AUC raggiunge 0,77

Il caso

Recidiva di un ematoma cronico dopo intervento, con 13 variabili cliniche e radiologiche e soli 15 eventi: troppi predittori per un modello classico. La regressione penalizzata (elastic net) riduce i coefficienti e ne azzera alcuni; la capacità predittiva si valuta con una convalida incrociata a 5 gruppi ripetuta 20 volte.

Che cosa emerge

Tra i fattori che emergono, l’atrofia corticale moderata e l’embolizzazione aumentano il rischio di recidiva; volume dell’ematoma prima dell’intervento e ematoma ipodenso o isodenso lo riducono. L’AUC in convalida incrociata è 0,77 (deviazione standard 0,14).

Da tenere presente

Il risultato è esplorativo: la variabilità tra le ripetizioni è alta e il modello andrebbe validato su nuovi pazienti. I fattori che emergono vanno letti come ipotesi.

Elastic netConvalida incrociata

Marketing analitico · Caso 12 di 18

Il modello trova gli abbandoni 4,3 volte meglio del caso

×4,3lift: nel decile a rischio più alto abbandona il 53%, contro una media del 12,4%
43%degli abbandoni intercettati contattando solo il 10% dei clienti
92% vs 61%clienti ancora attivi a tre anni, senza e con contatto amministrativo
Barre per decile: il decile con rischio più alto abbandona al 53,4%, contro una media del 12,4%
Curva dei guadagni cumulati: contattando il primo decile si intercetta il 43% degli abbandoni
Curve di permanenza: chi non ha contattato l’amministrazione resta attivo al 92% a tre anni, chi ha contattato al 61%
Importanza relativa delle variabili: i contatti per gestione amministrativa dominano, seguiti da modalità di pagamento e piattaforma di provenienza

Il caso

35.000 clienti di un servizio in abbonamento, con un tasso di abbandono del 12,4%. Un modello di gradient boosting stima il rischio di abbandono; la qualità si misura su un 30% di clienti tenuti fuori dalla stima. Sono escluse le variabili che potrebbero essere registrate dopo la disdetta, per non usare informazioni «dal futuro».

Che cosa emerge

AUC 0,84. Il decile di rischio più alto abbandona al 53%; contattando il 10% dei clienti si intercetta il 43% degli abbandoni, con il 30% circa il 77%. Il segnale più forte è il contatto con l’amministrazione: lo ha fatto il 20% dei clienti, e di questi ha abbandonato il 35% contro il 7% degli altri; a tre anni restano attivi il 61% e il 92%.

Da tenere presente

È un segnale precoce, non una causa: il contatto non prova che il cliente se ne vada per quel motivo, ma permette di intervenire prima.

Gradient boostingLift e guadagniKaplan-Meier

Marketing analitico · Caso 13 di 18

Quattro segmenti di clienti, un solo prodotto

6,6gradimento medio (scala 1–9) del segmento A, il 27% del campione
×1,8rispetto al segmento D: più giovane (32 anni) e attento al prezzo
400intervistati, quattro segmenti
A sinistra il gradimento medio per quattro segmenti: 6,6, 4,9, 4,3 e 3,7; a destra i punteggi fattoriali che descrivono che cosa cerca ciascun segmento

Il caso

Caso didattico di marketing con dati pubblici: 400 persone valutano un nuovo veicolo e rispondono a domande su atteggiamenti e preferenze. Un’analisi fattoriale riassume le risposte in pochi fattori; un’analisi dei gruppi (k-means) divide il campione in quattro segmenti.

Che cosa emerge

Il segmento A (27%) è il più favorevole (gradimento medio 6,6 su 9) ed è aperto ai veicoli ampi; il B (15%) cerca prestazioni più che sicurezza e guarda al prezzo; il C (30%) rifiuta i veicoli ampi; il D (28%) è il più giovane (32 anni in media), il più attento al prezzo e quello con il gradimento più basso (3,7).

Da tenere presente

Il numero di segmenti è una scelta dell’analista: va giustificato e verificato per stabilità e interpretabilità.

Analisi fattorialeK-meansSegmentazione

Marketing analitico · Caso 14 di 18

Da dove arrivano i visitatori e che cosa manca

72%dei visitatori viene da meno di 100 km (mediana 79 km)
4,4voto alla pulizia, l’aspetto più apprezzato (su 5)
3,4concorsi e tessere sconto, gli aspetti più deboli
A sinistra la distanza di provenienza dei visitatori: il 54% viene da 51–100 km; a destra le valutazioni dei 15 aspetti, da 3,4 per concorsi e tessere sconto a 4,4 per la pulizia

Il caso

399 visitatori intervistati sulla distanza dalla città di residenza, sul periodo di visita (saldi o altri periodi) e su 15 aspetti valutati da 1 a 5, raggruppati in ambiente, svago, accesso, iniziative e personale.

Che cosa emerge

Il 72% dei visitatori arriva da meno di 100 km (mediana 79 km), il 54% da 51–100 km. Pulizia, orari e accessibilità sono sopra 4 su 5; i punti deboli sono le iniziative (eventi, concorsi, tessere sconto, tra 3,4 e 3,6) e le aree per bambini (3,5).

Da tenere presente

Sono valutazioni medie su scala ordinale: utili per ordinare gli aspetti, meno per misurare differenze piccole.

Statistica descrittivaIndagine campionaria

Marketing analitico · Caso 15 di 18

L’innovazione allunga la vita dei prodotti

×57vendite mediane a quattro anni: prodotti molto innovativi contro nessuna innovazione
142kvendite mediane dei prodotti più innovativi a quattro anni
334prodotti seguiti dal lancio
Vendite mediane per età del prodotto: dopo quattro anni 142 mila per i prodotti molto innovativi, 31 mila per quelli poco innovativi e 2 mila per quelli senza innovazione

Il caso

334 prodotti: 265 senza innovazione, 27 con innovazione bassa e 42 con innovazione alta. Per ogni età del prodotto si confronta la mediana delle vendite, con intervalli bootstrap, in scala logaritmica.

Che cosa emerge

I prodotti senza innovazione perdono vendite ogni anno (da 8,5 mila a 2,5 mila a quattro anni); quelli molto innovativi le aumentano fino a 142 mila, circa 57 volte di più.

Da tenere presente

A quattro anni restano solo i prodotti sopravvissuti: una parte del divario può essere selezione, non solo effetto dell’innovazione.

MedianeBootstrap

Altre analisi · Caso 16 di 18

Rischio auto: età e classe di merito insieme

×1,58frequenza dei sinistri tra i 18–19 anni, rispetto alla fascia 45–54
0,82relatività di frequenza degli over 70
250.689veicoli-anno, 15.858 sinistri
Mappa di calore dell’indice di costo per età del conducente e classe di merito: i giovani nelle classi intermedie arrivano a 253, gli over 70 nelle classi migliori a 65
Relatività di frequenza per età: 1,58 per i 18–19 anni, 1,31 per i 20–24, 0,82 per gli over 70

Il caso

Portafoglio di circa 250.000 veicoli-anno con quasi 16.000 sinistri (frequenza media 6,3%). Il costo per veicolo-anno è espresso come indice (100 = media) incrociando fascia d’età e classe di merito; le celle con meno di 600 veicoli-anno sono nascoste. La frequenza è modellata con una regressione di Poisson con esposizione.

Che cosa emerge

I giovani nelle classi intermedie arrivano a un indice di costo di 253, gli over 70 nelle classi migliori a 65. In termini di frequenza, rispetto alla fascia 45–54, i 18–19 anni hanno 1,58 volte i sinistri e gli over 70 0,82.

Da tenere presente

Costi plafonati e indici, non euro: servono a leggere i rapporti tra gruppi, non a fissare un prezzo.

Modello di PoissonIndici di rischio

Altre analisi · Caso 17 di 18

La liquidità anticipa il default delle imprese

90%di default nel decile con meno liquidità, contro il 9% nel più liquido
0,93AUC del solo indice cassa su attivo
0,999AUC del gradient boosting
A sinistra l’AUC: gradient boosting 0,999, SVM 0,996, regressione logistica 0,992 e indici singoli tra 0,85 e 0,93; a destra il tasso di default per decile di liquidità, dal 90% al 9%

Il caso

Indici di bilancio di 2.142 imprese, con il 31% in default. Gli indici singoli e tre modelli (regressione logistica, SVM, gradient boosting) sono confrontati con l’AUC su 643 imprese tenute fuori dalla stima.

Che cosa emerge

Un solo indice, cassa su attivo, arriva a un’AUC di 0,93; i modelli multivariati a 0,99. Il tasso di default scende dal 90% nel decile con meno liquidità al 9% in quello più liquido.

Da tenere presente

Il campione è costruito, con molte più imprese in difficoltà che nella realtà: la separazione quasi perfetta è un artefatto e non va attesa su dati reali. Il messaggio è metodologico.

Regressione logisticaSVMGradient boosting

Altre analisi · Caso 18 di 18

Acquisto e vendita: prezzi legati e stagionali

0,006p-value del test di cointegrazione tra prezzo di acquisto e di vendita
+7,3%prezzo di vendita convenzionale a settembre rispetto alla media annua
−7,6%a marzo; il biologico oscilla solo di ±2%
A sinistra i prezzi settimanali di acquisto e di vendita dal 2007 al 2013; a destra la stagionalità: il prezzo di vendita convenzionale sale del 7% a settembre e cala del 7,6% a marzo

Il caso

Prezzi settimanali dal 2007 al 2013 di un prodotto alimentare, in versione convenzionale e biologica. Si testa la cointegrazione tra prezzo di acquisto e di vendita (Engle-Granger) e si stimano gli indici stagionali mensili.

Che cosa emerge

Acquisto e vendita sono cointegrati (p = 0,006): si muovono insieme nel lungo periodo e il margine tende a tornare verso il suo livello normale. Il prezzo di vendita convenzionale è basso tra febbraio e marzo (circa −7%) e alto tra agosto e settembre (+7%); il biologico oscilla solo tra −2% e +2%.

Da tenere presente

Gli indici stagionali sono medie sul periodo: la stagionalità può cambiare nel tempo.

Serie storicheCointegrazioneStagionalità

Come lavoriamo insieme

01

Colloquio

Mi racconti obiettivi, dati e scadenze. È gratuito e senza impegno.

02

Proposta

Ricevi un piano di lavoro con tempi e costo chiari, prima di iniziare.

03

Analisi

Svolgo le analisi e ti aggiorno a ogni passaggio, così puoi intervenire presto.

04

Consegna e supporto

Risultati, codice e una spiegazione chiara. Resto disponibile per domande e revisioni.

Ritratto di Giorgio, Actuarial Data Science Manager

Uno statistico del rischio, al servizio della tua ricerca

Sono Giorgio, Actuarial Data Science Manager. Quotidianamente seguo progetti che quantificano l'incertezza mediante modelli statistici avanzati e AI e la trasformo in decisioni.

La mia ricerca accademica, svolta in collaborazione con altri gruppi, spazia dal risk modeling alla statistica medica. Porto nelle tesi e negli articoli lo stesso rigore che uso nel lavoro: ipotesi esplicite, modelli giustificati, risultati che si possono verificare.

Uso l'AI ogni giorno, ma l'AI non risponde delle sue scelte: io sì. Quando una consulenza porta il mio nome, ne rispondo davanti a te, a un revisore o a una commissione.

  • —Indice h superiore a 20 su Google Scholar, con collaborazioni di ricerca dal risk modeling alla statistica medica
  • —Legato alla comunità accademica dell'Università di Milano-Bicocca
  • —Esperienza in ambito attuariale, psicometrico, medico ed economico-sociale
Profilo Google Scholar →

Domande frequenti

Devo avere già i dati raccolti?

No. Se sei all'inizio, posso aiutarti a impostare il disegno dello studio e a stimare la numerosità campionaria.

Come si definisce il costo?

In base al lavoro richiesto. Dopo il colloquio ricevi un preventivo scritto e concordato prima di iniziare.

I miei dati sono al sicuro?

Sì. I tuoi dati restano riservati e vengono usati solo per il tuo lavoro. Prima di iniziare firmiamo un accordo di riservatezza che copre sia la collaborazione sia i dati che mi affidi. Se i risultati dovessero diventare pubblici, per esempio in un articolo, forma e contenuti saranno sempre concordati con te in anticipo.

Usi l'intelligenza artificiale?

Sì, come strumento di lavoro. Le scelte statistiche, la verifica dei risultati e la responsabilità del lavoro consegnato restano mie. Tu resti l'autore della tua tesi o del tuo articolo e, se serve, ti aiuto a dichiarare l'uso degli strumenti secondo le regole della tua università o rivista. I dati dei clienti vengono caricati su strumenti esterni solo previo consenso.

Potrò capire e rifare le analisi?

Sì: ricevi codice commentato e una spiegazione dei risultati, di persona o in videochiamata, perché tu possa difenderli in autonomia.

Parliamone: raccontami il tuo studio.

Descrivimi in poche righe la tua ricerca e la scadenza. Ti rispondo con una prima valutazione e, se serve, fissiamo un colloquio.

Compila il modulo: ti rispondo personalmente, di solito entro un giorno lavorativo.